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Monumenti e chiese di Gorno

MONUMENTO AL MINATORE E ALLA ” TAISSINA”

All’entrata del territorio comunale, tra le località Centrale ed il santuario del S.S. Crocifisso, un monumento ricco di significati, il principale è il riconoscimento al minatore ed alla “taissina” (cernitrice di minerale), figure che con il loro duro lavoro hanno segnato la storia del nostro territorio, caratterizzando la comunità gornese. Il monumento assume un particolare significato dopo il riconoscimento regionale dell’Ecomuseo delle miniere di Gorno: un ecomuseo è infatti al tempo stesso un museo del tempo e dello spazio, del tempo in quanto le conoscenze e le esperienze del passato vissuto dalla comunità sono valorizzate nel presente con una prospettiva verso il futuro e le nuove generazioni, dello spazio perché privilegia il linguaggio visivo diretto degli oggetti fisici e delle immagini. Evidenziati nel loro contesto originario.

 

IL SANTUARIO DEL S.S. CROCIFISSO

Probabilmente in origine il Cristo Crocifisso cui era devota la gente di Gorno era sito in un prato, esposto all’incuria del tempo. Il 17 aprile 1759 il Consiglio comunale di Gorno decise per una più degna sistemazione deliberando la costruzione di una “tribulina” lungo il Riso “per mettere via il Cristo…”. Nel 1766 la “tribulina” è esistente, come risulta da un documento del Comune di Gorno. La chiesa attuale fu costruita in sostituzione della “tribulina”a seguito dell’autorizzazione del 25 giugno 1908 del Sac. Dott. Angelo Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII ( all’epoca segretario del vescovo di Bergamo). La costruzione venne terminata nel mese di giugno del 1910, così pure il campanile, realizzato in solo venti giorni. Fu quindi benedetta ed inaugurata il 18 e 19 giugno 1910. Il santuario, a croce greca, è di stile gotico-lombardo. Antistante la chiesa esisteva un portichetto sotto cui passava la strada carrozzabile della Valle del Riso; venne demolito nel 1957 onde permettere un ampliamento stradale, costruendo nel contempo due nuovi portichetti in corrispondenza delle porte laterali. Nel 1985 un gruppo di volontari compì alcuni primi lavori di risanamento, per giungere poi al 1990 quando, in occasione dell’80° dell’inaugurazione e consacrazione, il santuario vide una serie di importanti opere di ristrutturazione che gli ridiedero decoro e splendore, sempre grazie all’instancabile e preziosa opera dei volontari.

 

CHIESETTA DI SAN ROCCO

Già nel XVI secolo era esistente nella frazione Riso una “tribulina” o “cappella” dedicata a San Rocco, come provano alcuni atti appartenenti al “Codex Guerinonianus” del notaio Pietro Giovanni Stefano Guerinoni da Gorno, ove si legge “19 ottobre 1511 (…) fatto in Gorno in contrada del Riso sulla ghiera del Riso, presso la cappella di San Rocco”; “3 maggio 1512 (…) fatto in Gorno, in contrada del Riso, innanzi alla tribulina di S.Rocco”.
Un secolo più tardi la cappella era già divenuta una piccola chiesa: negli “Ordini del curato” del 26 agosto 1631 si legge infatti che “sarà ancora di obligo andar a dir Messa una volta al anno alla giesiola della contrada di Riso mentre vi sia un capelano”. Nel 1720 venne richiesta la “licenza di celebrarvi” in quanto la contrada è “separata da un torrente che a volte si gonfia d’acqua ed impedisce alli abitanti d’andare alla chiesa [parrocchiale] ad udire la Messa”. La statua di San Rocco (posta all’interno della chiesetta), che viene portata in processione in occasione della festa del santo il 16 agosto è in legno scolpito ed è alta 95 cm. Nel 1984 fu completamente rifatto il tetto della chiesa, mentre nel 1989 vennero effettuate alcune opere all’interno, rendendola più accogliente.

 

LA CHIESA PARROCCHIALE S. MARTINO VESCOVO

Terminata la demolizione della parrocchiale settecentesca il 13 luglio 1931 l’impresa Brozzoni di Costa Serina iniziò i lavori di costruzione della nuova chiesa ed il 12 agosto venne posta la prima pietra alla presenza del vescovo di Bergamo. La nuova chiesa venne edificata in solo 10 mesi e 15 giorni, mentre la precedente aveva richiesto ben 9 anni di lavoro. La consacrazione da parte del vescovo avvenne il 23 ottobre 1932. Sulla facciata esterna si trova il portale proveniente dalla chiesa settecentesca mentre sul cornicione della facciata sono collocate le statue dei santi Martino, Valerio e Renato pure provenienti dalla vecchia chiesa. La realizzazione della parrocchiale fu il risultato di un impegno solidale di tutta la comunità gornese che seppe superare ogni difficoltà. Basti ricordare che le operaie occupate presso la ditta “De Angeli Frua” ed i minatori occupati presso la” Vieille Montagne” contribuirono con trattenute in busta paga dal 1927 al 1931; pure le casalinghe dettero il loro contributo mediante la vendita delle uova alla domenica. La tinteggiatura esterna venne eseguita soltanto nel 1989 da parte degli infaticabili volontari gornesi che, in continuità con i gesti di minatori ed operaie degli anni ’20 del secolo scorso, seppero dare il senso di come una comunità possa manifestare la propria vitalità anche attraverso opere materiali.

LA CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

E’ certo che nel 1625 la chiesa fosse esistente, in quanto in un documento risalente a quell’anno risulta la richiesta per la costruzione di una finestra nella chiesa stessa. Nel medesimo documento risulta anche che nella chiesa “si mantiene un cappellano”perché la gente “ha la chiesa in molta divotione “. Nei “Capitoli del parroco” datati 14 settembre 1649 si legge: “di più il parroco sarà obligato di andare a cantar Messa et Vespri la festa della natività di Maria Vergine alla Madonna delle Grazie”. La chiesa è sopraelevata rispetto alla piazza antistante: la porta centrale si trova infatti dieci gradini al di sopra della piazza e sull’architrave è scritto “in me omnis gratia”; sulla porta a monte si legge invece la sigla IHS e l’anno 1667. Il bellissimo altare, racchiuso nel presbiterio da una cancellata in ottone, risale al 1728. La costruzione del campanile iniziò nel 1740 e terminò nel 1770. La chiesa della Madonna delle Grazie fece da parrocchiale ben tre volte, tanto da essere chiamata “seconda parrocchiale”e ciò avvenne in occasione della costruzione delle due chiese parrocchiali (dal 1767 al 1776 e dal 1927 al 1932) e con la demolizione del vecchio campanile (1890). Nell’autunno del 1997 iniziarono i lavori di ristrutturazione e restauro della chiesa che impegnarono il parroco, i volontari e alcune ditte specializzate per più di due anni. Il 1° maggio 2000 la chiesa, recuperata all’originaria bellezza, venne presentata alla comunità gornese.

LA CAPPELLA ALL’INTERNO DELL’ORATORIO

Il 10 dicembre 1961 il vescovo di Bergamo benedisse ed inaugurò il nuovo complesso dell’oratorio dedicato a San Giovanni Bosco. Ma qualcosa mancava: la cappella. Un oratorio senza un luogo di preghiera non può certo dirsi compiuto. Pochi anni dopo la Parrocchia provvedeva, così nel 1964 il vescovo di Bergamo può benedire la nuova cappella.
La cappella è posta al pianterreno dell’oratorio con l’ingresso dal portico. Vi danno luce tre finestre a forma esagonale(una quarta da luce invece alla sacrestia). Il presbiterio, alto di un gradino rispetto al pavimento, è in marmo grigio mentre l’altare, rivolto ai fedeli, è in marmo di botticino. Nel 1966 viene posta una grande croce sul fondo del presbiterio, ove nello stesso anno viene pure posto un tabernacolo di rame sbalzato, dorato e smaltato. Dal presbiterio si raggiunge la piccola sacrestia. All’interno della cappella è presente la statua di San Giovanni Bosco, al quale è dedicato l’oratorio.
Nel 2006 vengono realizzate alcune modifiche: nuovi quadri ed una nuova tinteggiatura delle pareti, oltre a combinazioni volute di oggetti simbolici, vogliono meglio disporre alla riflessione personale ed alla preghiera.

CHIESETTA DI SANT’ANTONIO

La chiesetta di Sant’Antonio, situata nell’omonima contrada (anticamente chiamata Corni), fu costruita in forma privata verso la fine del XVII secolo da una famiglia Marchetti; queste famiglie benestanti erano presenti a Gorno proprio nelle contrade di S. Antonio e S. Giovanni. Di questo si trova conferma in un manoscritto del 1799 lasciato dal parroco di Gorno don Bartolomeo Cominelli. Nel 1733 Santo Guerinoni (della famiglia “Santi” di Villassio) sposa Caterina Marchetti; al quartogenito di questa famiglia di nome Pietro lo zio materno Marchetti Battista, lascia oltre ad altre proprietà la chiesa dedicata a S.Antonio.
Per molti anni quindi questa chiesa appartiene alla famiglia Guerinoni “Santi”, che provvide alla manutenzione. Nel 1891 risultava essere ancora di proprietà di alcuni abitanti di Gorno. In seguito non si hanno più notizie. E’ probabile che gli ultimi proprietari, e qui siamo nel campo delle ipotesi e non della certezza, non si siano più curati della loro chiesa, ignorandola in divisioni e successioni e lasciandola all’incuria ed alla cura degli abitanti della contrada. Probabilmente proprio in quegli anni nacque la tradizione secondo cui la chiesetta di Sant’Antonio fosse di proprietà degli abitanti della contrada, che effettivamente cercarono sempre di fare il possibile per tenerla decorosa e funzionante. Ai giorni nostri in catasto la chiesa risulta come “luogo pubblico e sacro”, ignorandone i proprietari. Peraltro si può ben constatare come, ormai da tempo, se non è di proprietà degli abitanti, la chiesetta sia comunque affidata alla loro cura.
Pur non facendo parte del patrimonio parrocchiale, la chiesetta, in occasione delle visite pastorali del vescovo, è sempre stata ispezionata e fatta oggetto di precise disposizioni, alcune volte soddisfatte ed altre no. Alla fine degli anni ’80 del secolo scorso la chiesa è stata oggetto di alcune opere di manutenzione che l’hanno migliorata sia all’interno che all’esterno.

LA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

La tradizione vuole che prima del XV secolo la chiesa parrocchiale di Gorno si trovasse nella contrada San Giovanni, anticamente chiamata Pozzo (Puteo in latino). L’ipotesi tramandatoci dalla tradizione è quantomeno verosimile se si tiene presente che la prima parrocchiale ubicata a Villassio venne eretta nel 1478 e che almeno sino all’ultimo quarto del XVI secolo non esistevano a Gorno altre chiese oltre a queste come si evince dagli atti della visita fatta a Gorno dal delegato di S. Carlo Borromeo il 5 ottobre 1575, nei quali si accenna esclusivamente alla parrocchiale ed all’ “Oratorium S. Johanni dicatum, loci de Puteo”. Ma di questa chiesa si parla anche in un testamento redatto il 23 gennaio 1510 dove si legge “lascio alla chiesa di S.Gio Battista del Pozzo denari 10 imperiali, in suffragio alla sua anima”. Nel 1618 la chiesa vide un intervento di restauro mentre il campanile, della cui esistenza v’è certezza sin dal 1575, venne completamente ricostruito nel 1608. Nel 1988 i parenti del defunto mons. Antonio Guerinoni (originario della contrada), in occasione del centenario della sua nascita, avvenuta il 30 ottobre 1888, fecero sistemare a proprie spese la chiesetta riportandola alla bellezza delle origini. Probabilmente antica quanto la chiesa è la tradizione di celebrarvi la S. Messa il 24 giugno di ogni anno, nella ricorrenza della natività di San Giovanni Battista.

LA CHIESA DELLA S. S. TRINITÀ

La chiesa della S.S. Trinità era già esistente prima della fine del XVI secolo, anche se è verosimile ritenere che successivamente sia stata fatta oggetto di ampliamenti e ristrutturazioni. Infatti il 29 giugno 1594 il consiglio comunale di Gorno nei “Capitoli per il curato” delibera che lo stesso “sia obligato al dì della S .ma Trinità a dir la mesa alla gisuola posta in Grumello et la terza festa di Pasqua di Resurecione et la terza festa della Pentecoste”. Sopra il portale in pietra è inciso l’anno 1633 e la scritta “Introite in atria eius”. Fu consuetudine della Parrocchia e del Comune di Gorno tenere nella casa attigua alla chiesa della S. S.Trinità un romito (remet); uno dei suoi compiti era quello di suonare le due campane della chiesa (la più antica reca inciso l’anno 1595, l’altra l’anno 1769) per annunciare il cattivo tempo, dall’inizio di maggio alla fine di settembre di ogni anno. Nel 1993 la chiesa è stata oggetto di consistenti opere di ristrutturazione sia all’interno che all’esterno, sempre grazie al lavoro degli infaticabili volontari gornesi.

LA CHIESA DI SAN MAURO

Si ritiene che la chiesa di San Mauro a Peroli Alti sia stata eretta nel XVII secolo poiché tutti gli atti notarili, testamenti e lasciti anteriori al XVI secolo non ne fanno cenno alcuno. Alla metà di tale secolo la chiesa è sicuramente esistente in quanto un certo Zuan Cabrini, gornese, luganegher (salumiere), abitante a Venezia lascia con suo testamento in data 19 settembre 1651 mille e cento ducati affinché venisse celebrata la messa” tutte le feste… nella chiesa della Madonna di Loreto nel loco del Comune di Agorno territorio bergamasco, posta nella contrada di Paroli nel Comune di Agorno suddetto…” In effetti una pietra inserita nella facciata della chiesa porta l’iscrizione “IHS 1634″, anche se non si è certi che questo indichi necessariamente l’anno della costruzione. Conferma del fatto che la chiesa fosse originariamente dedicata alla Madonna di Loreto è data dal registro dei conti della chiesa stessa conservato presso l’archivio comunale di Gorno, ove alla data del 7 maggio 1780 si legge: ” Questa è l’entrata della Beata Vergine di Loreto eretta nella contrada di Peroli Comun di Gorno…”; sul registro sono riportati i conti fino al 1808. La modifica dell’intitolazione della chiesa (da Madonna di Loreto a San Mauro) sembra avvenuta nel corso del XIX secolo, ma il motivo che la determinò non risulta da alcun documento. Sul campanile sono collocate due campane : la più antica porta inciso l’anno 1689 mentre l’altra l’anno 1722. Nel 1990 ai pochi abitanti della contrada di Peroli Alti ed agli ex residenti venne l’idea di rinnovare la chiesetta sia all’esterno che all’interno; servendosi del valido aiuto dei volontari venne così restituita alla grazia primitiva un luogo di culto tanto caro a molti gornesi.

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